Madame

Si vestì con cura.Si preparò con cura. Scelse dall’armadio un bel pantalone nero, una camicia rosa cipria, un giacchino leggero in tinta.

Pettinò i capelli raccogliendoli sulla nuca con un bel fermaglio trovato nel piccolo cesto delle forcine.

Un ultimo sguardo allo specchio e uscì.

Il portiere la salutò come sempre, chinandosi leggermente in avanti mormorando ” madame“. Lei annuì con un piccolo sorriso, con un leggero movimento del viso.

Le piaceva quel saluto rispettoso e cercava di procedere con quell’andatura regale che l’aveva sempre contraddistinta.

I dolori alla schiena si acuivano sempre più. Le costava fatica mantenere una postura eretta, ma doveva farlo.

Lei era ” madame” e non poteva fare altro che questo.

Camminò a lungo con fare annoiato percorrendo i viali della sua piccola città, mantenendo sul viso un leggero sorriso, scostandosi a volte per non sfiorare le persone, tenendo con eleganza la sua borsa sul braccio sinistro ripiegato verso la vita.

Guardava le vetrine degli atelier con un fare annoiato, distratto. Gli occhiali da sole proteggevano i suoi occhi dallo sguardo degli estranei.

Avrebbe preferito morire piuttosto che far capire a tutti che il decadimento della sua famiglia l’aveva

portata alla solitudine, abbandonata da tutti quelli che si professavano amici.

Quelli che erano spariti via via che si spegnevano le luci, che cessavano le feste così belle, così sontuose

tanto da essere  state ricordate per anni da chi vi aveva partecipato.

Ora era tutto finito. Non aveva più nulla. Nemmeno un euro. Questa era la realtà.

Aveva ormai impegnato tutti i suoi gioielli ed a breve la società elettrica avrebbe effettuato

la cessazione del servizio.

Si trovò davanti all’hotel in piazza Spagna.

C’era un grande viavai di persone.

Intravvide un cartello che indicava il nome della sala riservata al meeting degli Agenti Assicurativi.

Entrò con composta lentezza guardandosi attorno.

Si avviò verso la sala seguendo il percorso indicato e si trovò improvvisamente all’interno del gruppo che

proprio in quell’istante si dirigeva verso la sala da pranzo.

Gli Agenti prendevano posto ai tavoli e alternativamente si avvicinavano al buffet.

Si avviò anche lei, senza riflettere.

Aveva fame. Una fame disperata da due giorni.

Un tremendo bisogno di mangiare le diede un coraggio che non sapeva di avere.

Si servì, guardandosi attorno alla ricerca di un tavolo disponibile.

C’era solo un posto libero al tavolo con tre uomini.

Qualcuno la notò e ci fu un brusio di domande…chi è quella donna? …ma tu la conosci…no…mai vista..

non so chi sia.

Ci fu per un attimo un imbarazzante silenzio.

Un cameriere le andò incontro chiedendole se facesse parte del Gruppo Agenti.

” Naturalmente si” rispose lei con noncuranza.

Il cameriere la guardò con aria di sfida:” le riformulo la domanda…madame…”

Non sapeva che fare…si vergognava da morire…ma cosa aveva creduto di fare…si era inflitta una terribile

stupida umiliazione…

Sentì una mano che si poggiava sul suo braccio…il funzionario del Gruppo che le diceva:

” Anna ! Dove ti  eri cacciata?”

Vieni con me, il tuo posto è al nostro tavolo”.

 

Annunci

2 thoughts on “Madame

  1. Cercando di essere positiva metto al primo posto quei valori universali che nel racconto scaturiscono dalla persona che finge di conoscere (o la conosceva?) la protagonista che si è trovata in questa triste situazione.
    Anche se non si percepisce nell’immediato sembra di essere dentro una favola e come tutte le favole che finiscono bene pare avvertire la presenza di un angelo.
    Grazie Lucia per avermi dato l’opportunità di ricredermi sull’esistenza degli angeli.
    Un abbraccio
    Laura

    Liked by 1 persona

    1. Grazie Laura, è proprio cosi…quella persona finge di conoscere “Madame” e noi possiamo definirla come
      ci piace…certo è che anche se non viviamo più l’età delle favole… in questi precisi momenti ho avuto
      voglia di scrivere qualcosa di piccolo… perché io sono fermamente convinta che esista ancora la ricchezza
      d’animo…sono le situazioni che a volte, ce lo ricordano.
      Due abbracci, Lucia.

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...