Le parole sopite

Maestra Liliana, come ogni sera , arrivava sul lungomare nel tardo pomeriggio, accompagnata da Joe, il suo splendido labrador.

Camminava piano, testando la pavimentazione del lastricato con l’aiuto del suo bastone bianco.

Era stato molto difficile per lei accettare la cecità.

Lei, che amava la vita, l’emozione  dei colori a primavera.

Lei, che si inebriava di luce, di sole, di mare.

Aveva imparato a vivere con i quattro sensi rimasti.

Pensava, a volte, di averne sviluppato un sesto, quello che le aveva regalato una sensibilità diversa,

qualcosa che da vedente non aveva considerato.

Non in questa nuova misura, perlomeno.

Ecco, ancora pochi passi e si sarebbe seduta sulla panchina in pietra.

Davanti al mare.

Lara correva da un po’.

Aveva deciso di riprendere l’allenamento.

Il lavoro l’aveva tenuta all’estero per un lungo periodo ma ora era tornata a casa, al paese che amava.

Un piccolo borgo di pescatori, semplice ed accogliente.

Si fermò davanti al mare, sfiancata.

Stirò le braccia e tutti i suoi muscoli, inebriandosi dei colori all’orizzonte, un tutt’uno, cielo e mare,

In lontananza lo stridio dei gabbiani che indicavano la via di rientro ad uno sgangherato peschereccio.

Il sole riavvolgeva i suoi raggi ricoprendoli di nuova poesia.

Sul lastricato del lungomare panchine in pietra invitavano a godere di tutto questo splendore.

Poco più in là, su una di quelle panchine, stava seduta una donna.

Capelli bianchissimi svolazzanti sul suo profilo, un leggero cappello di paglia a proteggere entrambi.

Gli occhiali scuri sul viso rivolto al mare.

Indossava una  tuta azzurra e teneva le mani unite, sul grembo.

Un bastone bianco accanto.

Un meraviglioso labrador accucciato ai suoi piedi.

Elegantemente immobili.

Entrambi.

Lara sorrise a questa immagine, stirò ancora i suoi muscoli e riprese a correre.

Era un’atmosfera magica.

Quel momento.

In un silenzio rotto solamente dallo stridio dei gabbiani,  dal leggero sciabordio del mare,

maestra Liliana sentiva ancora la sua voce.

La voce di Andrea, suo figlio, la sua vita.

La luce nel suo viso, il tenero sorriso sulle labbra.

C’era Andrea, accanto a se.

Sei qui, amore mio.

In questo mare che hai amato tanto e che tanto ti ha  amato.

Tanto.

Da tenerti per sempre con se.

Sei qui, amore mio.

In questo mare che non riesco ad odiare.

E che ogni giorno mi regala piccole gocce di te.

Lentamente tornava a casa,  con Joe accanto e la tristezza nel cuore.

Correva, Lara, sul percorso solito, mentalmente già tracciato da perfezionista  qual era.

Due settimane volate via…puff !

Ora doveva concentrarsi su un nuovo progetto,  avrebbe dato il meglio di sé …oh si !

Avrebbe dimostrato a tutti chi era Lara Celisi.

Sarebbe stata lontana da casa per qualche mese.

Però che peccato!  Anche stavolta non era riuscita ad andare a trovare maestra Liliana.

A salutare Andrea.

Con Andrea aveva avuto una piccola storia, roba da quindicenni, che tenerezza i ricordi…

Assaporò ancora quella brezza leggera, quell’odore di salsedine che già immaginava quanto le sarebbe mancato.

Diede uno sguardo attorno e la vide.

La donna dai capelli bianchi.

Si soffermò a guardarla con maggiore attenzione e notò in lei qualcosa di antico e conosciuto.

Improvvisamente la riconobbe…

maestra…

Liliana…(?)

Maestra Liliana!  Sconvolta, desolata, stupita, addolorata non poteva capacitarsi…com’era accaduto…perché…

cosa è stato…

Mille sensazioni in una frazione di un secondo.

Rivide in attimo la sua infanzia con lei.

Bellissima.

Le aveva insegnato la vita.

Si sentì fragile, impotente, insicura e vigliacca.

Indietreggiò, quasi a nascondersi dietro un cespuglio.

Stupidamente consapevole di non potere essere vista da lei.

Andò via piano, gli occhi umidi, addolorata e infelice.

Attorno a sé esplodeva uno splendido tramonto.

Annunci

14 thoughts on “Le parole sopite

  1. sono molto orgogliosa di te,del tuo esprimerti in questa storia molto toccante che ci fa riflettere quanto la vita va vissuta con tanto rispetto e soprattutto con amore verso gli altri. perchee è un grande dono che non riusciamo a comprendere TI VOGLIO TANTO BENE

    Liked by 1 persona

  2. Grazie Lucia, con questo racconto hai saputo riunire momenti di forte emozione a momenti di malinconia celata con orgoglio in cui due donne, legate da antica conoscenza e con destini diversi, non riescono a incontrarsi per un’imprevedibile fatalità.
    Un abbraccio
    Laura

    Liked by 1 persona

  3. Buongiorno!
    Tirata fuori dal blog x i capelli da un picco di lavoro nn ho potuto fare a meno di leggere il tuo racconto fino in fondo con un senso di sempre maggiore coinvolgimento.
    Ti lascio un cappuccino profumato. ..chissà se ti piacerà.
    Sheraconunabbraccio

    Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...