Non voltarti

Da bambina credevo che se avessi pensato intensamente a qualcuno, anche qualcuno avrebbe pensato a me.
A volte pensavo così forte da avere male alle tempie.
Sto pensando a te.
Ora.
Ti sto pensando intensamente.
Per arrivarti dentro.
Sto seduta qui, su questa banchina a guardare il mare.
In lontananza una nave da crociera trasporta una umanità felice.
Ti ho conosciuto altrove, in una città non città, in un salottino di un residence di periferia dove ero stata inviata per una esterna
dell’ultimo istante.
Stavo lì, a sistemare i miei appunti parecchio incasinati, quando ti ho visto arrivare.
Bellissimo nella tua divisa bianca da Tenente di Marina.
Per un attimo ho perso la capacità di riordinare con una certa logica le mie carte.
“Posso?” mi dicesti indicando la poltroncina di fronte alla mia.
“Naturalmente…si” ti sorrisi.
L’indomani partivi.
Destinazione Mar Nero.
Mi hai scritto per circa due anni, come un vecchio amico, aggiornandomi sui vari porti dove ti portava la tua nave, della quale eri il Comandante.
Trovare in cassetta le tue inconfondibili lettere con lo stemma di bordo, aggiungevano felicità alle mie giornate.
A volte, quando tornavi in Italia ci sentivamo al telefono.
Bello sentire la tua voce.
Non ricordo cosa mi spinse a chiamarti quel giorno.
Avevo deciso di raggiungerti.
Avendo anche un po’ di timore che la cosa non ti fosse gradita così
come lo era per me.
Arrivai a Pisa in una freddissima mattina di Gennaio.
Vederti così felice fece sobbalzare il mio cuore e, in quell’istante, seppi di avere preso la decisione giusta.
Dentro il tuo abbraccio c’era tutto l’amore atteso, desiderato, voluto.
Le tue mani sul mio viso, sulle braccia, sul mio corpo.
Amore.
Amore mio.
Sconosciuto amore.
Mio.
Ho bisogno di te, come acqua fresca dopo il deserto.
Stavamo lì, sul letto di una camera d’albergo senza nome, a guardare
il soffitto senza vederlo.
La tua mano stringeva la mia e le nostre menti avrebbero custodito per sempre le nostre emozioni.
Sapevamo entrambi che questa sarebbe stata la nostra unica volta insieme.
Resta qui.
Immobile e silenzioso.
Con me.
Solo per me.
Per tutte le volte che mi sono frugata dentro.
E ti ho trovato qui.
Resta qui.
E’ finito il tempo.
Il mio volo parte tra poco.
Camminiamo piano tra la gente.
” Non voltarti ” mi dici piano.
” Lo farò “.
” Invece”.
Non voltarti, implorano i tuoi occhi mentre mi abbracci.
Ho finito il tempo.
Avrei voluto dirti tante cose che non sai di me.
Della volta che ho seguito un uomo per strada solo perché aveva il tuo profumo.
Della volta in cui mi si è incastrato un tacco in una grata sul marciapiede e sono caduta in ginocchio davanti a tutti e non finivo più di ridere quando cercavano di aiutarmi a rialzarmi.
Della volta che ho strappato dei fiori da un giardino privato perché
assomigliavano tanto a quelli che mi avevi inviato per il mio compleanno.
Di tutte quelle volte che mi alzo al mattino e penso di raggiungerti ma poi… non so.
Delle volte in cui penserò che se non avessi preso questo volo per Pisa, lo avrei rimpianto per tutta una vita.
Non voltarti.

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14 thoughts on “Non voltarti

  1. Sembra una favola ma non lo è. Sono vere emozioni che si vivono come in un sogno ma che fanno parte di momenti importanti. Complimenti Lucia sei riuscita a mettere insieme: sogno, realtà e forse un po’ di immaginazione e tutte queste cose insieme lasciano il segno in chi le vive e in quelli che leggono i tuoi racconti.

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