A volte può accadere

a volte può accadereSi era lasciata convincere da una commessa gentile che l’aveva seguita nelle sue scelte per

poco più di un’ora .  Si, gentile ma…che ansia…provi questo, provi quest’altro.

Sorriso da pubblicità, un metro e settanta di gambe e aspetto da sorella vivente di Barbie.

” Ecco, quest’abito è stato creato proprio per lei! Le sta d’incanto! Si specchi, la prego…è

veramente splendida!”

Erano anni che non entrava in quel negozio di abbigliamento che le aveva suggerito

Lisa, la sua amica del cuore.

Veramente sarebbero dovute andarci insieme per scegliere l’abito “speciale”ma poi Lisa aveva

avuto un piccolo problema e lei non aveva avuto altra scelta che andarci da sola.

L’appuntamento sarebbe stato per quel pomeriggio.

La notte prima si era girata e rigirata nel suo letto come non le succedeva da tanto.

Aveva cercato di rilassarsi con una tisana calda, ma niente, si era svegliata all’alba e aveva

visto con orrore le occhiaie sul suo  viso allo specchio del bagno.

Cosa ho fatto, pensò…come ho fatto a prendere questa stupida decisione…

Davvero.

Era stata forse quella serata strana, o forse quel film che aveva visto alla televisione

dove lui e lei che abitavano da sempre nelle palazzine della stessa strada,

un giorno si incontravano per caso,

scontrandosi, ed a lei cadevano sul marciapiede  i libri che teneva sulle braccia…

si chinavano poi entrambi e i loro occhi non si lasciavano  più…  ah, l’amore.

Si era iscritta ad un’agenzia matrimoniale.

La mattina dopo.

Un irrefrenabile impulso adolescenziale da cinquantenne.

Così, senza pensarci troppo.

Senza grandi aspettative.

La consapevolezza di volere, di  avere anche lei  diritto ad un uomo.

Non l’amore.

No.

L’amore l’aveva sempre messo in secondo piano nella sua vita, per lasciare spazio

solo al lavoro.

Ma ora, ora che l’ appuntamento con Giacomo era stato fissato…

Va bene, si disse.

Va bene.

Non sei una sciocca debole donnetta.

Tu sei Laura.

Quella che in reparto fa rigare diritti tutti quanti.

Quella che non ha paura di nulla e di nessuno.

Che ti prende?

Cos’è questo viso cupo?

Sorridi.

Sorrise.

Il taxi raggiunse il Parco della Musica alle 17 in punto.

All’ingresso Ovest.

Era in anticipo di 15 minuti.

Meglio, pensò.

Camminò per i vialetti stando ben attenta a non allontanarsi troppo dall’ingresso.

Amava questo parco, così verde e curato nei minimi particolari.

Tutto attorno ai numerosi vialetti i fiori colorati profumavano l’aria e,  da poco più in là

proveniva un vociare allegro di un gruppetto di ragazzi che cantavano a squarciagola

sulle note di una canzone di Vasco Rossi diffusa nell’aria dal piccolo bar poco distante.

Si guardò attorno.

Nessuna traccia di Giacomo.

Ma che cafone, pensò…

 Venti minuti di ritardo…e neppure una chiamata per spiegarne il motivo.

Ma se si aspetta che chiami io…sta fresco.

Trenta minuti di ritardo…

No.

Io non ci sto.

Si diresse all’uscita del parco con passo deciso.

Furiosa con sé stessa.

Ma questo con chi crede di avere a che fare?

Fermò il taxi che passava proprio in quel momento e, comunicò l’indirizzo

chiudendo la portiera con una forza eccessiva, provocando uno sguardo

di disapprovazione del tassista.

Basta, pensò.

Basta.

All’ingresso Est del Parco della Musica, Giacomo pensò che quarantacinque minuti

di ritardo fossero veramente eccessivi da parte di Laura.

Decise di chiamarla.

Cercò il telefonino nella tasca della giacca…

No! Si stizzì.

Dimenticato a casa.

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8 thoughts on “A volte può accadere

  1. Cara Lucia, hai forse voluto dare un epilogo drammatico al tuo racconto? oppure sin dall’inizio hai sperato che i personaggi non s’incontrassero? Dopo questo evento voltandoci indietro possiamo pensare che “a volte può accadere” sì certo ma che forse è stato meglio così…..la vita ci riserva delle sorprese proprio nel momento in cui qualcosa che non va come vogliamo si rivela poi a nostro vantaggio.
    Interessante racconto che ci fa riflettere, quotidianità interrotta dall’ansia anche solo per acquistare un vestito per un incontro che si sarebbe potuto rivelare un disastro.
    Grazie ancora.
    Laura

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    1. Ciao Laura, a volte i desideri improvvisi, l’impressione del desiderare qualcosa o qualcuno fa agire
      in modo superficiale…così apparentemente lei che credeva di essere una donna forte, si mostra fragile
      anche durante la scelta di un vestito…per poi ritornare con durezza sui suoi passi quando si sente umiliata…
      anche lui d’altronde la aspetta ad un ingresso diverso, scorda il telefono a casa…chissà chi dei due non ha capito…
      baci 🙂

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