Io sono una escort

Io sono una escort.

storia di una escort
Io sono una escort. Non ne vado fiera, ma questa è la realtà, sono veramente una escort….

Non ne vado fiera, ma questa è la realtà, sono veramente una escort.

Non ricordo quando tutto è iniziato. Una vita fa.

Quella sera giocavo con Emma nel cortile sotto casa. Emma era la mia migliore

amica e lo è tutt’ora.

Avevamo dodici splendidi anni. La sua casa stava proprio di fronte alla mia e, la

mattina, il nostro sguardo d’intesa dalle nostre finestre significava tutto e niente e

in attimo stavamo giù felici di incontrarci di nuovo, come ogni giorno,come se la

notte non interrompesse mai la nostra gioia di vita.

Arrivò, improvvisa la notizia: papà aveva avuto un incidente alla cava. I giorni che seguirono furono terribili, la

mamma non si riprese più. Dopo la sua morte vagava per i campi con i suoi occhi allucinati, con i suoi vestiti lerci,

parlando al nulla, e quando a volte, qualcuno la riportava a casa sulle braccia, sfinita dal suo lungo andare, dal suo

lungo dolore, dall’incoscienza  della sua inutile esistenza, io stavo lì e la guardavo, senza lacrime, come vedessi

un animale ferito. Dolore. Immenso. Che giorno dopo giorno, inaridì il mio cuore.

Qualcuno provvedeva a me, per pietà, ma nulla fu come prima.

Il collegio era buio e grigio, come era diventata la mia vita.

Ho imparato a rimuovere le brutte cose dalla mia mente e, se a volte succede, mi piace pensare che non sia successo a

me. Ho imparato a difendermi da me stessa. E’ facile, mi ci sono abituata.

Emma la ritrovai per caso, tanti anni dopo, quando venne al locale dove lavoravo come cameriera.

Dio, che bello ritrovarla. Un pezzo della mia vita . Felice.

Era bellissima. Mi presentò ai suoi amici, quelli che poi diventarono anche i miei.

Smisi di fare la cameriera.

Non ricordo quando persi uno dei miei orecchini rossi, insieme alla stima di me stessa.

Mi sono abituata a comprare abiti di classe,  a camminare con eleganza, ad incontrare facoltosi sconosciuti

che mi permettono di vivere  la vita che ora vivo.

A volte mi succede di andare in giro da sola e mi capita di sedermi su una panchina di un parco, mi piace.

Mi piace guardare i bimbi che giocano, mi piace pensare che uno di loro sia mio….

Mi piace pensare di tornare nella mia casa serena e preparare la pappa per lui mentre aspettiamo insieme il papà…

Mi piace pensare di tornare a casa, fare una doccia, mettermi una tuta, sdraiarmi sul divano a guardare un film

che mi faccia piangere tanto, ma tanto, come non so fare più.

Sono le otto di sera, torno a casa, faccio la doccia, mi trucco, mi vesto, sono pronta. Perfetta.

La macchina sarà qui tra un attimo.

Non so chi incontrerò questa sera, per noi puttane, questo, è sempre una sorpresa.

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16 thoughts on “Io sono una escort

    1. Ciao Zark! Grazie e benvenuto! ….sai che mi trovi assolutamente impreparata alla tua richiesta….sono solo una “piccola”
      (…si fa per dire…) blogger che ama scrivere ed è gratificata se ciò che scrive viene apprezzato….ma sono assolutamente certa di non avere la presunzione di dare pareri sugli scritti degli altri…leggerò di te appena potrò, se vorrai.
      A presto….:-)

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  1. Che bello questo post, che umanità e dolcezza traspare dai pensieri di questa ragazza!

    “Mi piace guardare i bimbi che giocano, mi piace pensare che uno di loro sia mio….” la gioia più grande, essere madre, è ancora possibile: non rinunciarvi giovane ragazza!

    Liked by 1 persona

    1. Ciao Giancarlo, sono solo piccole storie di vita che sospendono per un attimo quelle degli altri.
      E gli “altri” siamo anche noi…quando “etichettiamo” vite altrui tenendoci strette tra le mani le
      nostre piccole fragili certezze…..grazie al tuo bellissimo pensiero e grazie per avere colto
      il vero senso all’interno delle mie parole….Sei il benvenuto.
      Ricambio il tuo abbraccio.
      Lucia

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    1. …si è così..io credo che tutti gli esseri umani meritino il rispetto…qualunque sia il loro stile di vita,
      non siamo noi a decidere ciò che è giusto o non lo è. Questo è solo una piccola storia, ma io parlo di “lei”
      come parlassi di un cucciolo ferito nell’anima, lontano anni luce da una omologazione sociale che non ha ragione di
      esistere….grazie per il tuo commento, Annam

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