Una lettera

...lettera...
…voglio che tu sappia una cosa…

Ho chiamato in ufficio per dire che non andrò. Ho un impegno urgente da risolvere.

Hanno capito. Non c’è problema. Grazie.

Ti ho sentito ieri sera.

” Sei libera domani mattina? Andiamo al mare.”

Batticuore a livelli osceni.

” Si”

Oddio, andiamo al mare.

Io adoro il mare, non c’è storia.

A gennaio, poi….

Seduta in auto accanto a te mi sento piccola, felice, colpevole, felice, grande, importante,

solo tua . Sono qui con te, non mi sembra vero…sono qui con te , un martedì

mattina, una improbabile giornata di vacanza…sembra quasi di marinare la scuola.

Ho venticinque anni .

Tu cinquantadue.

Non bello. Intellettualmente affascinante.

E mi piaci.

Non so definire il mio interesse per te, ci devo riflettere.

Non ricordo bene quando è iniziata la nostra storia, briciole della tua vita riservate a me.

Tutto il resto a tua moglie.

Si, io sono l’altra.

Quella che non chiede nulla, quella che non pretende, quella che non rompe le scatole.

Quella che aspetta il momento della tua vita in prestito, per poche ore.

Ma io sono felice così, anche quando mi abbracci e mi dici: ti amo.

Io lo so che non mi ami …perché il “ti amo” degli uomini è diverso  da quello che

potrebbero dire le donne…cioè tu credi di amarmi…ma amare è un’altra cosa…

Ora che ci penso, sono certa di non amarti.

Sto bene con te, ecco. Questo è certo.

Mentre guidi per riaccompagnarmi, ti volti e mi sorridi e dalle tue tasche

prendi una piccola busta che mi raccomandi di aprire solo quando sarò a casa.

Sorrido anch’io, per questa piccola, emozionante sorpresa.

Nella busta c’è una scatolina, sembrerebbe un gioiello….e una lettera…

Voglio che tu sappia una cosa.

  tu sai com’è questa cosa: ho fame della tua bocca, della tua voce, dei tuoi capelli, voglio

mangiare l’ombra fugace delle tue ciglia, voglio mangiare la tua pelle come mandorla

intatta e, affamato, vado e vengo annusando il crepuscolo, cercandoti, cercando ciò che

è la mia vita e dalla mia vita fugge, nella mia ansia senza limiti in piedi ti grido: AMAMI !

Infrango la mia voce gridandoti: amami, desiderami.

Non imprigionare la mia testa tra le tue mani.

Liberami di me.

Il mio cuore non deve tacere oggi o domani.

Deve partecipare ciò che tocca, non posso essere l’ombra che si disfa e passa.

Fai vacillare le cinte dei miei ultimi limiti.

Fà che io possa correre, infine, bruciando, come lava pazza, fuori da me stesso,

perdutamente libero di me, furiosamente libero.”

Sono senza parole.

E anche senza pensieri.

O meglio….troppi pensieri ….

Non aprirò quella scatolina.

Non stasera.

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4 thoughts on “Una lettera

  1. Al di là della situazione, al di là dell’uomo sposato, al di là dell’essere “l’altra”, con poche parole in bella sequenza hai descritto una storia che riguarda molti e si ripete pur sapendo a cosa si va incontro. Sei riuscita a trasmettere sentimenti ed emozioni.
    Pablo

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