Te lo dirò domani

Te lo dirò domani
Te lo dirò domani

Te lo dirò domani.
Che non ti amo più.
E’ stato un mattino che ti ho visto con occhi diversi.
Hai ciondolato in cucina con il tuo viso sfatto, scomposta, sciatta, senza colore.
Come una vecchia puttana.
Hai mugugnato un improbabile “buongiorno” e ti sei seduta accanto a me per la colazione.
Imburravi le fette di pane ascoltando le notizie alla radio e sorridevi a Piccolo, il nostro cane.
Da molto tempo, al mattino, non spiccichi una parola.
Sarà questo assurdo silenzio, sarà questa noia di te, questa noia di me che mi fa alzare presto al
mattino, infilarmi una tuta e andare fuori da qui a camminare nel parco.

A-r-i-a.

Che mi entra nei polmoni.

A-r-i-a.

Che mi fa sentire ancora vivo.

Cammino piano  per i viottoli del parco in un tripudio di colori.
Non voglio pensarti.
Non ti penso.
Attorno a me sfrecciano veloci giovani corpi abbronzati, capelli svolazzanti, muscoli sudati.
Come sarebbe bello poter correre ancora.
Con te.
C’è un’aria di gioia e di allegria che mi fa stare bene.
Vorrei ritrovarti nei visi di qualcuna, giovane, serena, come quando rotolavi dentro la tua fresca
risata e facevi entrare anche me, nella tua vita.
Ho nostalgia di te.
E sono triste.
Non serve a nulla ipotizzare il momento in cui si è rotto il nostro vaso di cristallo.
Pensare a quando, nel muoverci per casa, evitiamo di sfiorarci.
Come quando per strada, in mezzo alla folla ti scosti educatamente per far passare l’altro.
Un continuo evitarsi, il nostro.
Due vecchi cortesi estranei.
Da qualche mese segui un corso di pittura e la nostra terrazza è invasa dalle tue tele, i pennelli,
i colori, che non riordini mai, che lasci lì, dove ti capita perché siano sempre a tua disposizione.
A tua disposizione.
Invadendo anche i miei spazi.
Non hai rispetto per le cose.
Non hai rispetto per me.
Prima di tutto vieni tu, e il tuo benessere.
E degli altri chissenefrega.
Perché è questo che mi ha ferito di più.
Il tuo lasciarmi andare.
A poco a poco, silenziosamente mi hai accompagnato fuori.
Da te.
Ed io qui, caparbio.
Ostaggio di me stesso.
I vialetti brulicano ormai di mamme con bambini che rompono il mio silenzio.
Troppo rumore mi infastidisce.
Sul tavolo della cucina c’è una teiera ancora calda, una tazza, dei biscotti, un vasetto con dei fiori dentro.

Dalla terrazza ti vedo intenta a dipingere, i tuoi capelli bianchi mossi da un alito di vento, così
come la tua tunica. Il sole illumina una parte del tuo viso…..Dio, sei bellissima.
Mi siedo qui, al riparo di una tenda, per guardarti ancora un po’, senza fare rumore, trattenendo
il respiro, per fissare per sempre questa immagine nella mia mente e nel mio cuore.
Te lo dirò domani, forse, che ho creduto di non amarti più.

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4 thoughts on “Te lo dirò domani

  1. In fondo resta una dichiarazione d amore ma riconferma la mia convinzione di sempre ormai di una vita che la quotidianità uccide e devasta ognisentimento!
    Basta allontanarsi, guardarsi da lontano x ritrovare l incanto…
    Sheraconunabbraccio

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