Alina

angelisirena
Alina spalancò gli occhi, improvvisamente disperata …

Amava stare seduta su quella collina ad aspettare l’alba.

Era una delle cose che le piaceva di più. Il piccolo borgo di pescatori si risvegliava piano e la nuova luce lo avvolgeva,  con una sorta di delicata leggerezza che accarezzava tutto, attorno.

Le onde leggere si separavano  attorno ai pescherecci che rientravano lenti, anch’essi stanchi per la lunga notte trascorsa in mare.

Alina li guardava rientrare, ogni giorno con lo stesso  stupore sul viso, come quello di una bimba alla sua prima felice scoperta, poi, come sempre si alzava e correva via veloce, leggera,  facendo svolazzare  i suoi abiti e i  capelli.

Correva veloce,  per non sentire le risate dei pescatori che ogni giorno  le urlavano dietro: per tutti, nel borgo, lei era  ” la matta”.

Non ricordava quando iniziarono a chiamarla così. Forse quando aveva confidato a Mara, la sartina del paese che , avolte, quando chiudeva gli occhi ascoltanto il rumore delle onde del mare, lei vedeva gli Angelisirena.

E parlava con loro.

Mara aveva raccontato il suo segreto un pò a tutti, in paese, ma forse l’aveva riferito sbagliato….La gente prese a chiamarla  ” la matta”.

Alina non era certa del vero significato di quella parola, ma capiva che non doveva essere una bella cosa. Non le piaceva. Era dura la vita, al borgo.

A volte, quando era proprio necessario che salisse su al paese, i ragazzini le correvano dietro, ridendo di lei, circondandola, con la loro stupida e infantile tirannia,  strappandole gli abiti, lanciandole sassolini e canterellando come  fosse una filastrocca : la matta…la matta….

La sera, sulla spiaggia deserta, camminava piano sul bagnasciuga, godendo di quello scricchiolio che la sabbia sottile emetteva sotto i suoi piedi, a volte con il viso rivolto verso il cielo, a volte guardando attentamente le sue orme, stando bene attenta a non calpestare le conchiglie. Se questo accadeva,  lei si chinava per raccoglierle, ripulirle e posarle delicatamente da un’altra parte.

Improvvisamente arrivavano. I suoi Angelisirena. Il loro canto si librava nell’aria e lei cominciava a muoversi piano senza un disegno preciso. Le sue braccia roteavano nell’aria, tutto il suo corpo, pervaso da un fremito indomabile si innalzava, si abbassava, si abbandonava a quella musica che sentiva dentro, che la faceva piangere e ridere, insieme,  e le arrivava fino al cuore. Non sarebbe mai riuscita a descrivere una tale bellezza.

Marco arrivò una  tiepida sera di settembre. Aveva bisogno di alcune provviste e quel piccolo villaggio pareva fare al caso suo. Veleggiava da giorni, ormai. Aveva lasciato dietro di sè gli abiti grigi, le camicie  perfettamente stirate e le cravatte.  Svegliarsi al mattino alla luce dell’alba, senza impegni, senza regole…libertà assoluta…lui, la sua barca e il mare.

Fu allora che la vide. Una fragile figura bionda, vestita di vento, ballava sulla piccola collina arabescando il cielo con le sue piccole mani e girando attorno incurante di tutto. Non aveva mai visto niente di simile. Si sedette sulla sabbia ancora tiepida e continuò a guardarla.   Forse era vero che a volte la nostra vita segue percorsi già vissuti. Si sentiva a casa.

Ora la figura bionda fluttuava verso di lui. L’emozione lo pervase e  non gli importava chiedersi il perchè. Lo aveva sperato ed ora stava accadendo…

“Ciao” disse Alina. ” Ci-a-o”- balbettò Marco -“ballavi”.

” Si”.

” Senza musica…?”

Alina gli sorrise.

Indicò la sua barca : ” E’ tua?”

” Si” -rispose Marco, ” Se vuoi ti ci porto.Anche subito….”

“Si”

Salirono sulla barca a vela e a Marco sembrò di vivere una storia già vissuta, era emozionato, trepidante, grato a questa ragazza così particolare, così…diversa dalle altre che era abituato a frequentare. Questa ragazza lo faceva stare bene. Non è sempre necessario chiedersi perchè le cose accadano.

Accadono e basta.

Si voltò verso di lei, era bellissima. Le sorrise. Anche lei sorrise. Marco si alzò per andarle vicino. Tutto accadde in attimo: scivolò, battè la testa e cadde in mare.

Alina spalancò gli occhi, improvvisamente disperata, cercò di fare qualcosa, ma non sapeva cosa….il corpo di Marco si allontanava sempre di più….si tuffò allora, inconsapevolmente, dimenticando di non saper nuotare….Marco andava via…lei annaspava….

Improvvisamente arrivò la musica….la sua musica.

Tutto era calmo, attorno.

I suoi Angelisirena erano lì.

Fu abbracciata da due grandi ali e riportata sulla barca..le stesse ali depositarono anche Marco.

Lo sapevo…pensò Alina guardando il mare..lo sapevo che non mi avreste abbandonato.

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